genocide gaza

David Grossman sulla guerra a Gaza: «Ora, con un dolore immenso e il cuore spezzato, devo constatare ciò che accade davanti ai miei occhi, un genocidio»

In un'intervista pubblicata questo venerdì nel quotidiano italiano «la Repubblica», lo scrittore e militante della sinistra pacifista israeliana saluta inoltre la volontà di Emmanuel Macron di riconoscere in settembre lo Stato palestinese.

Dopo ciò che ha letto sui giornali, dopo le immagini che ha fatto scorrere davanti ai suoi occhi, e dopo aver scambiato con persone che erano sul posto, il termine si impone. «Genocidio In un'intervista concessa al quotidiano italiano la Repubblica, il celebre scrittore israeliano David Grossman — le cui opere sono state tradotte in numerose lingue, tra cui il francese, l'inglese o l'italiano — afferma che «se ha rifiutato per anni di usare questo termine», oggi non può «fare a meno di usarlo» per qualificare la situazione nella Striscia di Gaza.

Afferma di avere il dovere di «constatare ciò che accade sotto i [suoi] occhi, con un dolore immenso e il cuore spezzato». E ciò anche se il termine «genocidio» è «valangoso», perché «una volta pronunciato, non fa che crescere come una valanga, e porta più distruzione e sofferenza». «Voglio parlare come una persona che ha fatto tutto ciò che poteva per non arrivare a qualificare Israele di Stato genocida», prosegue il militante della sinistra pacifista israeliana di 71 anni.

Secondo lui, «la maledizione di Israele ha la sua origine nell'occupazione dei territori palestinesi nel 1967». «Siamo diventati molto forti militarmente e siamo caduti nella tentazione generata dal nostro potere assoluto e dall'idea che possiamo fare tutto […] L'occupazione ci ha corrotto», deplora.

«Avere a che fare con un vero Stato»

David Grossman sostiene quindi presso il quotidiano italiano di essere «profondamente attaccato all'idea di due Stati, principalmente perché [non vede] alternativa». E aggiunge: «Sarà complesso e i Palestinesi e noi stessi dovremo comportarci in modo politicamente maturo di fronte agli attacchi che non mancheranno di prodursi. Ma non c'è altro piano.»

Nel prosieguo di questa intervista, lo scrittore israeliano saluta anche il recente annuncio di Emmanuel Macron che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina in settembre. «Un'ottima idea», giudica David Grossman, che indica di non capire «l'isteria» scatenata sul suolo israeliano da questa dichiarazione. Per Benyamin Netanyahu in particolare, la decisione di Emmanuel Macron «ricompensa il terrore» e costituisce una minaccia esistenziale per Israele.

Al contrario, per lo scrittore, «il fatto di avere a che fare con un vero Stato, con obblighi reali, e non con un'entità ambigua come l'Autorità palestinese, avrà forse i suoi vantaggi». Ma questo riconoscimento, che va a contro-corrente del governo israeliano, deve essere «sottoposto a condizioni molto precise»: «Nessuna arma», e delle «garanzie di elezioni trasparenti», conclude.

Fonte: Libération, 01/08/25

Torna al blog

Lascia un commento