Bandiera della Palestina sui municipi: un simbolo di solidarietà che disturba lo Stato
È il giorno scelto da Olivier Faure, primo segretario del Partito Socialista, per chiamare i comuni francesi ad issare la bandiera palestinese, data che coinciderà con il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte della Francia all'Assemblea Generale dell'ONU, riporta France24.
Un gesto politico forte
Olivier Faure ha dichiarato che questa espositura mirava a "segnare visibilmente la solidarietà con un popolo ferito, privato dei diritti fondamentali da decenni". Diversi comuni di sinistra, tra cui Nantes, Saint-Denis e comuni della Riunione, hanno già previsto di appendere la bandiera palestinese sui loro frontoni, secondo Zinfos974.
La France Insoumise sostiene pienamente questa iniziativa. Jean-Luc Mélenchon ha salutato l'appello del PS e ha ricordato che "il popolo palestinese è vittima di una colonizzazione illegale e di un apartheid riconosciuto dalle ONG internazionali". Per gli insoumis, issare la bandiera palestinese è un atto politico legittimo e una risposta morale ai bombardamenti e alla carestia in corso a Gaza.
La reazione dello Stato: divieto e neutralità di facciata
Il ministero dell'Interno ha indirizzato una circolare ai prefetti per vietare questa esposizione, invocando il principio di neutralità del servizio pubblico e il monopolio dello Stato in materia di politica estera, spiega Arab News. Beauvau arriva addirittura a considerare l'iniziativa come una "presa di posizione in un conflitto internazionale", suscettibile di creare "turbative all'ordine pubblico".
Questo argomento maschera male una presa di posizione implicita. Come ricordano diversi eletti di sinistra, vietare di esporre una bandiera palestinese equivale a rendere invisibile un popolo oppresso, mentre le bandiere ucraine o israeliane sono state esposte in numerosi comuni francesi senza essere contestate.
Divisioni e posta in gioco
Questa battaglia delle bandiere rivela fratture profonde. Da un lato, la sinistra — dal PS a LFI — si assume di prendere le parti dei diritti di un popolo colonizzato, per ricordare l'illegalità dell'occupazione e della colonizzazione israeliana secondo il diritto internazionale. Dall'altro, il governo e la destra preferiscono vietare questo gesto, in nome di una neutralità che non regge all'esame dei precedenti.
Come spiega Le Monde, il gesto dei sindaci è soprattutto simbolico: non cambia gli equilibri diplomatici ma afferma pubblicamente una solidarietà, in un contesto in cui i civili di Gaza subiscono carestia, bombardamenti e spostamenti forzati.
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