Gaza: dall'ultima tregua, la morte non si è mai fermata
Dall'ultimo aggiornamento sulla situazione a Gaza, il quadro è agghiacciante: lungi dall'attenuarsi, gli attacchi israeliani continuano e il numero di morti palestinesi continua ad aumentare, giorno dopo giorno, in una relativa indifferenza internazionale.
Decine di morti in più in pochi giorni
Secondo le autorità sanitarie di Gaza, citate da diverse agenzie di stampa internazionali, diverse decine di Palestinesi sono stati uccisi negli ultimi giorni, aggiungendosi a un bilancio già catastrofico. Il numero totale di morti supera ora i 70.000 Palestinesi, di cui la maggioranza civili, con una proporzione estremamente elevata di bambini e donne.
Giornalisti sul posto riferiscono che dall'annuncio del cessate il fuoco, più di 350 persone sono state uccise, spesso durante attacchi presentati da Israele come «mirati», ma che colpiscono regolarmente abitazioni, tende di sfollati o zone vicine ai punti di distribuzione umanitaria.
Attacchi quasi quotidiani
Nelle ultime 48 ore, bombardamenti hanno colpito Khan Younis, Rafah e diversi quartieri di Gaza Città. Fonti mediche locali riferiscono di famiglie intere sepolte sotto le macerie, mentre i corpi continuano a essere estratti dalle rovine di edifici distrutti settimane fa. Ogni nuovo attacco appesantisce un bilancio già fuori da ogni quadro accettabile.
Le squadre di soccorso spiegano che molti morti non sono ancora contabilizzati, per mancanza di mezzi per scavare tra le macerie o accedere a certe zone. Il numero ufficiale rimane quindi probabilmente inferiore alla realtà.
Civili presi di mira in un territorio esangue
I bombardamenti recenti hanno di nuovo colpito zone civili densamente popolate. Corrispondenti internazionali descrivono quartieri senza alcuna infrastruttura militare apparente, ma dove vivono famiglie sfollate più volte. Gli ospedali, già saturi, ricevono ogni giorno nuovi feriti gravi, in un contesto di estrema penuria di medicinali, elettricità e carburante.
Per i medici, la situazione è diventata insostenibile: alcuni parlano di una «medicina di guerra permanente», dove bisogna scegliere chi curare e chi lasciare morire.
Una tregua che non lo è
Ufficialmente, il cessate il fuoco è ancora in vigore. Ma per i Palestinesi, esiste solo nei comunicati diplomatici. Sul campo, gli attacchi, i morti e le distruzioni continuano. Diversi osservatori notano che questa tregua serve soprattutto ad alleviare la pressione politica internazionale, senza offrire protezione reale alla popolazione.
Le reazioni internazionali rimangono limitate ad appelli alla moderazione e dichiarazioni di preoccupazione, senza misure concrete per porre fine alle violenze.
----
Come aiutare la Palestina?
- Portare un kefiah palestinese, simbolo visibile di Solidarietà
- Esporre una bandiera palestinese a casa o durante raduni
- Portare una maglia di calcio palestinese, per mostrare la ricchezza culturale del paese.
- Scoprire keffiyehs, bandiere e gioielli su www.boutique-palestine.com