Gaza in fiamme, indignazione internazionale e Netanyahu sotto pressione
Il numero del giorno: 65 000
Il bilancio ufficiale delle vittime palestinesi dall'inizio del conflitto, secondo APNews, ha superato 65 000 morti, secondo il ministero della Salute di Gaza, mentre i raid israeliani si intensificano e provocano massicci spostamenti di popolazione.
Offensiva terrestre su larga scala ed esodo forzato
Il 16 settembre 2025, Israele ha lanciato una grande offensiva terrestre all'interno di Gaza City, utilizzando blindati, carri armati, veicoli blindati telecomandati, tutte le forze impegnate in quella che sembra essere la fase decisiva dell'offensiva, secondo The Guardian.
Decine di migliaia di abitanti tentano di fuggire verso sud, nonostante le condizioni estremamente pericolose. Reuters riporta che almeno 63 palestinesi sono stati uccisi quella giornata a Gaza, per lo più a Gaza City, con raid che prendono ora di mira zone urbane densamente popolate.
Carestia acuta nel nord di Gaza
Con il passare del tempo, la crisi alimentare si aggrava pericolosamente. Reuters avverte che dalla chiusura del valico di Zikim il 12 settembre, il nord di Gaza, già colpito dalla carestia, affronta un rischio estremo di esaurimento delle scorte alimentari e di carburante.
Agenzie ONU indicano che i convogli umanitari sono bloccati, che gli aiuti alimentari non riescono più a raggiungere le comunità più vulnerabili, e che la durata delle riserve rimaste potrebbe essere contata in giorni.
La visione "super-Sparta" di Netanyahu e il crescente isolamento
Parallelamente all'offensiva, Benjamin Netanyahu ha abbozzato una visione di autonomia e autarchia militare per Israele — il modello "super-Sparta" — affermando che il paese deve prepararsi a vivere sotto forte condanna internazionale e cercare di ridurre la propria dipendenza commerciale esterna. The Guardian riporta che questa retorica giunge mentre l'Unione Europea considera sanzioni, inclusa la sospensione di certi accordi commerciali con Israele.
Reazioni internazionali: messa in discussione e condanne
- Il Papa ha denunciato le condizioni "inaccettabili" imposte ai civili palestinesi, chiedendo un cessate il fuoco immediato.
- L'Arabia Saudita ha condannato l'offensiva terrestre di Gaza City "nei termini più forti", esigendo che il Consiglio di Sicurezza dell'ONU intervenga di fronte alle accuse di spostamenti forzati, carestia e uccisioni di civili.
- L'Unione Europea, tramite la Commissione, propone di sospendere gli accordi di libero scambio con Israele, in particolare quelli che riguardano esportazioni dell'ordine di 5,8 miliardi di euro, in risposta alla crisi umanitaria in corso.
- Il Segretario Generale dell'ONU, Antonio Guterres, ha definito l'offensiva "moralmente, politicamente e legalmente intollerabile", ritenendo che gli attuali sforzi diplomatici siano insufficienti di fronte a quelle che potrebbero essere considerate gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.
Come aiutare la Palestina?
Ecco alcuni gesti concreti per agire, anche a distanza:
1. Indossare un kefiah palestinese — simbolo di resistenza visibile.
2. Esporre una bandiera palestinese a casa o durante eventi pubblici.
3. Scegliere gioielli palestinesi — sostenere i creatori locali.
4. Indossare una Maglia Palestina allo stadio o durante eventi pubblici.