Mentre Gaza sprofonda nell'emergenza umanitaria, la vendetta del vuoto — cifre, morti, esili — plasma la tragedia del momento.
Gaza City: zona di combattimento e mortalità drammatica
Il 29 agosto 2025, Israele ha dichiarato Gaza City zona di combattimento pericolosa, interrompendo brutalmente le tregue umanitarie e rendendo praticamente impossibile l'invio di aiuti. Secondo il ministero della Salute di Gaza, a quella data, oltre 63 000 palestinesi erano stati uccisi dall'inizio del conflitto, di cui 59 morti nelle ultime 24 ore, e 322 decessi attribuiti alla malnutrizione, tra cui 121 bambini.
Venerdì 30 agosto: 79 morti a Gaza e 22 vittime vicino a un ospedale
Questo venerdì 30 agosto, i bombardamenti israeliani sull'intera striscia di Gaza hanno causato almeno 79 morti, in gran maggioranza a Gaza City. Tra di essi, 22 persone sono state uccise nelle vicinanze di siti di aiuto gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF).
Pochi giorni prima, il 25 agosto, un doppio attacco all'ospedale Nasser di Khan Younis aveva già causato 22 morti, tra cui 5 giornalisti, e oltre 50 feriti. Le vittime includevano pazienti, personale medico e reporter di Reuters, Associated Press, Al Jazeera, Middle East Eye e Quds News Network.
Fame e carestia
L'ONU aveva dichiarato la carestia a Gaza il 22 agosto. La situazione minaccia ora 650 000 persone entro fine settembre, mentre la carestia, fino ad allora concentrata a Gaza City, rischia ora di estendersi ai due terzi del territorio. I bombardamenti, gli sfollamenti massicci e il blocco alimentano una catastrofe annunciata.
Solidarietà e indignazione
Nonostante le bombe e la disperazione, la solidarietà resiste. Collettivi internazionali denunciano il black-out mediatico, chiedono l'apertura di corridoi umanitari e si adoperano per ricordare che gli abitanti di Gaza non sono cifre, ma vite, famiglie, volti.
Come aiutare la Palestina?
Sostenere la causa palestinese può avvenire attraverso gesti concreti:
Indossate con orgoglio un keffiyeh palestinese per mostrare la vostra solidarietà.
Fate sventolare una bandiera palestinese durante manifestazioni o a casa vostra.
Regalate o portate dei gioielli palestinesi, simboli di identità e resistenza culturale.
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