L'UE e altri 24 grandi paesi hanno denunciato martedì una situazione di «carestia» a Gaza, chiedendo di agire in modo «urgente» per porvi fine. «Il distress umanitario nella striscia di Gaza raggiunge un livello inimmaginabile. Una carestia si sta sviluppando sotto i nostri occhi», scrivono in un comunicato.
Questi firmatari esortano Israele a «autorizzare tutti i convogli di aiuto umanitario delle ONG internazionali e a rimuovere gli ostacoli che impediscono agli umanitari di intervenire». Questa dichiarazione è firmata dalla capo della diplomazia dell'Unione Europea, Kaja Kallas, e dai ministri degli Esteri di 17 Stati tra cui la Francia, ma non la Germania.
L'Unione europea ancora divisa
I Ventisette si sono mostrati molto divisi sull'atteggiamento da adottare nei confronti di Israele dall'inizio della guerra, in risposta all'attacco condotto il 7 ottobre 2023 sul suolo israeliano da Hamas.
Diversi paesi, tra cui la Germania, hanno a lungo insistito sul diritto di Israele a difendersi, nel rispetto del diritto internazionale, mentre altri, come la Spagna, denunciano un «genocidio» nei confronti del popolo di Palestina. La Germania ha tuttavia avviato un cambio di rotta venerdì, annunciando di sospendere le esportazioni di armi verso lo Stato di Israele.
All'interno della stessa Commissione, le posizioni cominciano anch'esse a muoversi. In un'intervista concessa a Politico, la sua vicepresidente Teresa Ribera ha stimato che la situazione a Gaza «assomigliava molto» a un «genocidio».
Fonte: 20minutes.fr, 12/08/25