actualites gaza

Gaza: quarantotto ore di asfissia — bombardamenti, esodi forzati e allarme carestia

Gaza: quarantotto ore di asfissia — bombardamenti, esodi forzati e allerta carestia

Nella Striscia di Gaza, il 6 e 7 settembre 2025 hanno confermato l'ingranaggio: intensificazione militare, spostamenti massivi, e una carestia che l'ONU dichiara sul punto di estendersi.

Offensiva ed evacuazioni a Gaza-Città

Il sabato 6 settembre 2025, l'esercito israeliano ha rinnovato i suoi appelli alla fuga degli abitanti di Gaza-Città verso sud, mentre le sue forze avanzavano in diversi quartieri. Secondo Reuters, un avviso di evacuazione è stato diffuso prima della distruzione di una torre residenziale. Lo stato maggiore afferma di controllare "quasi la metà" della città e prevede di espandere ulteriormente questa presa nei giorni a venire.

Sul terreno, almeno 27 morti sono stati contati il 6 settembre, secondo fonti ospedaliere citate da Associated Press. Queste vittime, per lo più civili, sono perite durante i raid che hanno colpito settori già devastati, dove le famiglie cercavano cibo tra le rovine.

"Finestra stretta" per prevenire la carestia

La domenica 7 settembre 2025, l'ONU ha ricordato che restava solo una "finestra stretta" fino alla fine di settembre per impedire che la carestia, già dichiarata a Gaza-Città il 22 agosto, si diffondesse a Deir al-Balah e Khan Younis. L'Ufficio di coordinamento umanitario (OCHA) ha evocato centinaia di migliaia di persone a rischio.

Dal 7 ottobre 2023, data di inizio della guerra, più di 64 000 palestinesi sono stati uccisi, ricorda Reuters. Le ultime 24 ore hanno causato 68 morti e 362 feriti, secondo il ministero della Salute di Gaza.

Pressione internazionale e solidarietà in mare

In mare, una flottiglia di aiuti ha ripreso la navigazione domenica 7 settembre 2025 da Barcellona. A bordo, l'attivista Greta Thunberg ha interpellato Londra e la comunità internazionale, esortandole a rispettare il loro "dovere giuridico" di prevenire un genocidio, come riportato da The Guardian.

Lo stesso giorno, AP News ha notato un'evoluzione del trattamento mediatico in Israele: per la prima volta da mesi, alcuni grandi media hanno dato ampio spazio alle narrazioni di carestia e sofferenza palestinese, sullo sfondo di manifestazioni a Tel Aviv che chiedevano una pausa umanitaria.

Un esito politico irraggiungibile

Il sabato 6 settembre 2025, il ministro israeliano degli Affari Esteri, Gideon Sa'ar, ha ribadito che la guerra finirebbe se Hamas liberasse tutti gli ostaggi e si arrendesse. Hamas ha risposto immediatamente che nessuna liberazione generale avrebbe avuto luogo senza cessate il fuoco e ritiro delle forze israeliane, secondo Reuters. Queste posizioni rimangono inconciliabili a breve termine.


Come aiutare la Palestina?

- Kefiahs palestinesi: simbolo di dignità e resistenza

- Bandiere palestinesi: mostrare il vostro sostegno durante le manifestazioni

- Maglie Palestina: sensibilizzare chi vi sta intorno, con le ultime novità.

Torna al blog

Lascia un commento