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Gaza: ritorno degli sfollati, tregua fragile e tensioni politiche

Gaza: ritorno degli sfollati, tregua fragile e tensioni politiche

Questi ultimi due giorni sono stati segnati da sviluppi importanti a Gaza: il cessate il fuoco sembra reggere, la popolazione comincia a tornare, ma le ferite rimangono profonde — umanitarie, politiche e diplomatiche.

Ritorno verso nord: speranze contrastanti

A seguito dell'entrata in vigore del cessate il fuoco negoziato tra Israele e Hamas, migliaia di palestinesi hanno cominciato a tornare verso Gaza-Nord. Reuters riporta che centinaia di migliaia di persone hanno lasciato zone del sud o del centro dell'enclave per ritrovare case distrutte, o addirittura terreni in rovina. La reinstallazione avviene sia per necessità che per speranza, nonostante la paura delle violenze residue.

Tregua e scambi: primi atti simbolici

La tregua include un meccanismo di scambio: Israele ha accettato di liberare circa 2 000 prigionieri palestinesi, mentre Hamas è stato intimato di consegnare i suoi ostaggi restanti nelle 72 ore. Questa clausola, descritta nel piano di pace sostenuto da Donald Trump, segna una importante concessione politica. The Guardian sottolinea che questa fase iniziale del cessate il fuoco costituisce una prima vittoria diplomatica dopo mesi di intensi bombardamenti.

Israele ha anche annunciato il ritiro delle sue truppe da alcune parti di Gaza-Città, pur mantenendo il controllo di circa il 53% del territorio secondo i termini del piano concordato — metà della striscia, in particolare le zone strategiche, rimane sotto stretta sorveglianza militare.

Delusioni pratiche e resistenze

Tuttavia, il ritorno a Gaza-Nord è tutt'altro che semplice. Molte case sono distrutte o inabitabili. L'accesso all'acqua, all'elettricità, alle cure, rimane gravemente perturbato. Le Monde descrive scene dove i civili tornano in "case vuote" — a volte senza muri, spesso senza tetto — per recuperare qualche bene, sotto la minaccia di mine o di edifici instabili.

Inoltre, Israele ha rifiutato di liberare Marwan Barghouti, figura emblematica del movimento nazionale palestinese, come parte dello scambio di prigionieri. Questa decisione potrebbe pesare fortemente sull'accettazione politica del cessate il fuoco dal lato palestinese, sottolinea AP News.

Diplomazia nei retroscena: vertice al Cairo

L'Egitto organizza un vertice internazionale a Sharm el-Sheikh, invitando una ventina di capi di Stato, tra cui Donald Trump, per consolidare l'accordo di pace. L'obiettivo è trasformare una tregua fragile in un processo di stabilizzazione duraturo, con un'ampia partecipazione araba e internazionale. Reuters riporta che questo vertice potrebbe formalizzare la governance post-conflitto, il ruolo dell'Egitto, del Qatar o di organismi arabi a Gaza.


Come aiutare la Palestina?

- Indossare un kefiah palestinese — segno visibile di solidarietà

- Esporre una bandiera palestinese — per sostenere il riconoscimento e la dignità

- Vestirsi con una maglia palestinese — un sostegno concreto e sportivo

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