Gaza sotto le bombe: l'escalation è di nuovo in corso
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato martedì una serie di "raid potenti" sulla Striscia di Gaza, affermando che il movimento Hamas aveva violato il cessate il fuoco negoziato il 10 ottobre recuperando e restituendo in modo sospetto le spoglie di un ostaggio israeliano, secondo dichiarazioni ufficiali. Diversi raid hanno colpito Gaza-Città, Khan Younis e altri campi profughi, uccidendo almeno 26 palestinesi secondo un bilancio dell'esercito israeliano citato da Reuters.
Fonti mediche a Gaza riferiscono di un bilancio leggermente inferiore ma sottolineano che tra le vittime ci sono bambini, il che riaccende le accuse di presa di mira dei civili.
Le motivazioni addotte e le conseguenze immediate
Israele giustifica questi raid affermando che dei soldati israeliani sono stati attaccati a Rafah e che Hamas ha ritardato la consegna dei corpi degli ostaggi, il che, secondo Tel Aviv, costituisce una "flagrante violazione" del cessate il fuoco. Hamas smentisce questa versione, assicurando di restare impegnato nella tregua ma denunciando la strategia israeliana come una strategia di distruzione dei civili.
La tregua, definita "fragile" dall'amministrazione americana di J. D. Vance, è ormai messa in discussione. I raid pongono un nuovo grande test per la sua tenuta.
Bandiera rossa per l'umanitario
I bombardamenti hanno anche conseguenze dirette sui civili: quartieri già svuotati vengono nuovamente presi di mira, ospedali che funzionano a fatica subiscono interruzioni di corrente ed evacuazioni, e gli aiuti umanitari promessi vengono nuovamente ritardati. Gli attori umanitari lanciano l'allarme: qualsiasi ritorno alla logica dei raid minaccia di far precipitare Gaza in una grave crisi umanitaria.
Cosa aspettarsi ora?
L'escalation è visibile:
- Se Israele intensifica ulteriormente i raid, si può temere un ritorno alla guerra su larga scala.
- Hamas potrebbe rispondere per salvare la faccia e riaffermare la propria presenza, il che renderebbe il dialogo quasi impossibile.
- La comunità internazionale dovrà scegliere: mobilitare sanzioni e pressione, oppure rimanere silenziosa, il che lascerebbe campo libero all'esercito israeliano e alla sofferenza palestinese.
Come aiutare la Palestina?
- Indossare un keffiyeh palestinese — simbolo visibile di solidarietà
- Esporre una bandiera palestinese — gesto di sostegno visibile
- Esplorare questi prodotti di sostegno (kefiahs, bandiere, gioielli palestinesi) su www.boutique-palestine.com
La ripresa dei raid israeliani mostra che la tregua era solo una pausa. Dietro i numeri, sono vite umane, bambini, intere famiglie a pagare il prezzo delle decisioni politiche.