Un mese e mezzo dopo il "Madleen", questa nuova nave tenterà a sua volta di raggiungere l'enclave palestinese.
Nuovo tentativo per la Coalizione della flottiglia della libertà. L'Handala, nave umanitaria di questo movimento internazionale non violento di sostegno ai Palestinesi, ha lasciato il porto di Gallipoli, nel sud dell'Italia, a fine mattinata domenica 20 luglio. Destinazione Gaza. Diciotto persone sono a bordo, tra cui militanti, giornalisti e elette di La France insoumise, per tentare di raggiungere l'enclave palestinese, in preda a una situazione umanitaria disastrosa dopo più di 20 mesi di guerra.
Questa partenza avviene sette settimane dopo quella del Madleen, un'altra nave partita dall'Italia il 1° giugno per «rompere il blocco israeliano» a Gaza, che era stata intercettata dall'esercito israeliano. Il veliero aveva a bordo 12 passeggeri, tra cui la militante ecologista Greta Thunberg, e l'eurodeputata LFI Rima Hassan, che era stata trattenuta tre giorni dopo l'intercettazione della nave, a circa 185 chilometri a ovest della costa di Gaza.
«Le navi devono continuare a partire, è un obbligo morale»
«Il Madleen ha fallito perché non ha raggiunto le coste gazane, però sull'operazione ha avuto successo poiché per due settimane si è parlato di più del genocidio a Gaza e i media si sono concentrati maggiormente sulla questione», sottolinea su franceinfo la deputata indomita Gabrielle Cathala, che sarà a bordo dell'Handala. «Finché una nave non arriverà alle coste palestinesi, le navi devono continuare a partire, è un obbligo morale, un obbligo internazionale», aggiunge l'eletta. «Partiamo con la speranza di stringere presto tra le braccia i nostri fratelli e sorelle palestinesi a Gaza», ha scritto da parte sua su X la deputata europea LFI Emma Fourreau, anch'essa presente sulla nave.
Costruito alla fine degli anni '60, l'Handala è in origine un peschereccio norvegese. Lungo diciotto metri, è stato acquistato nel 2023 dalla Flottiglia della libertà. Riconvertito in nave di solidarietà per Gaza, solca i porti europei per azioni umanitarie a favore delle popolazioni dell'enclave palestinese. Ha già fatto scalo in Scozia, nel Galles, in Germania, nei Paesi Bassi, in Italia, in Portogallo, in Spagna, ma anche in Francia.
Fonte: Franceinfo.fr, 20/07/25