Palestina e Venezuela: un'alleanza politica e simbolica contro l'egemonia e il neocolonialismo occidentale
A prima vista, Palestina e Venezuela sembrano separati dalla geografia, dalla cultura e dalla storia. Eppure, da più di due decenni, un forte legame politico unisce questi due territori, fondato su una visione comune del mondo, una critica assunta dell'imperialismo e un sostegno esplicito al popolo palestinese di fronte all'Occupazione israeliana.
In un contesto internazionale spesso segnato dall'ambiguità, dalla prudenza diplomatica o dal silenzio, il Venezuela si è distinto come uno dei sostenitori più costanti e più chiari della causa palestinese sulla scena mondiale. Questa relazione singolare non è frutto del caso: si inscrive in una lettura ideologica del mondo, ereditata dal progetto bolivariano e proseguita fino ad oggi.

Le radici ideologiche del riavvicinamento tra Palestina e Venezuela
Il riavvicinamento tra Palestina e Venezuela si inscrive prima di tutto in una logica ideologica. A partire dalla fine degli anni '90, il Venezuela adotta una politica estera apertamente anti-imperialista, contestando l'influenza degli Stati Uniti in America Latina e nelle relazioni internazionali.
Sotto la presidenza di Hugo Chávez, il Venezuela diventa uno dei portavoce più visibili del socialismo del XXI secolo. In questa visione, la Palestina non è semplicemente un conflitto regionale del Medio Oriente, ma un simbolo universale dell'oppressione contemporanea.
Hugo Chávez: la Palestina come pilastro del discorso anti-imperialista
Arrivato al potere nel 1999, Hugo Chávez trasforma profondamente la politica estera venezuelana. Per lui, la Palestina incarna un colonialismo moderno paragonabile a quello subito storicamente dai popoli dell'America Latina.
Denuncia regolarmente l'Occupazione dei territori palestinesi, gli sfollamenti forzati di popolazioni civili e l'impunità di Israele sulla scena internazionale. La Palestina diventa così un riferimento morale centrale nella costruzione di un fronte internazionale dei popoli oppressi.
La rottura con Israele nel 2009
Nel 2009, a seguito dell'operazione militare israeliana a Gaza, il Venezuela annuncia la rottura totale delle sue relazioni diplomatiche con Israele. Questa decisione colloca il paese tra i sostenitori più fermi della Palestina nel mondo.
Per Hugo Chávez, questa rottura è un atto politico assunto, iscritto in una strategia globale di contestazione dell'egemonia occidentale e del ruolo di Israele come alleato strategico degli Stati Uniti.

Hugo Chavez che indossa un keffiyeh palestinese stile Arafat durante una manifestazione di sostegno alla Palestina
Nicolás Maduro: continuità ideologica in un contesto più teso
Dopo la morte di Hugo Chávez nel marzo 2013, Nicolás Maduro eredita un paese confrontato a una situazione economica e politica estremamente difficile. Il Venezuela subisce allora un brusco calo dei prezzi del petrolio, principale risorsa nazionale, nonché un progressivo inasprimento delle sanzioni economiche internazionali, in particolare da parte degli Stati Uniti e dell'Unione europea.
Nonostante questo contesto sfavorevole, Nicolás Maduro sceglie di mantenere la linea ideologica tracciata da Chávez, compresa la questione palestinese. Per il governo venezuelano, il sostegno alla Palestina non è un semplice patrimonio simbolico, ma una scelta politica assunta, iscritta in una visione anti-imperialista globale.
Dal 2014, Maduro ha condannato a più riprese le operazioni militari israeliane a Gaza, in particolare durante le offensive del 2014, del 2021 e più di recente dopo il 2023, evocando "crimini contro la popolazione civile" e "violazioni ripetute del diritto internazionale umanitario". Denuncia anche il blocco di Gaza, che qualifica come punizione collettiva inflitta al popolo palestinese.
Nei suoi discorsi all'ONU e nei vertici internazionali, Nicolás Maduro stabilisce regolarmente un parallelo tra la situazione palestinese e quella del Venezuela: due popoli sottoposti, secondo lui, a forme diverse di pressione, isolamento e sanzioni, in un sistema internazionale dominato dalle grandi potenze occidentali.

Una Solidarietà che va oltre la diplomazia ufficiale
In Venezuela, il sostegno alla Palestina non si limita alle sfere governative o diplomatiche. Si è progressivamente radicato nella cultura politica popolare, portata dai movimenti sociali, sindacali e studenteschi.
Dagli anni 2000, la bandiera palestinese è regolarmente visibile nelle manifestazioni politiche a Caracas e in altre grandi città del paese, sventolando accanto alla bandiera del Venezuela. Appare accanto a simboli rivoluzionari latinoamericani, traducendo una lettura comune delle lotte contro l'oppressione, il colonialismo e l'ingerenza straniera.
Eventi culturali, conferenze e raduni di Solidarietà con la Palestina sono organizzati da collettivi di sinistra e organizzazioni vicine al chavismo. La causa palestinese è spesso presentata come una lotta sorella, paragonabile a quelle condotte in America Latina contro le dittature sostenute dall'esterno nel XX secolo.
Questa Solidarietà popolare contribuisce a radicare durevolmente la Palestina nell'immaginario politico venezuelano, ben oltre i cambiamenti di congiuntura internazionale o le pressioni diplomatiche.

La bandiera del Venezuela e la bandiera della Palestina alleate, come un simbolo.
Il Venezuela come intermediario regionale della causa palestinese
Il ruolo del Venezuela va ben oltre il suo quadro nazionale. Grazie alla sua influenza politica regionale, in particolare all'interno dell'ALBA (Alleanza bolivariana per i popoli della nostra America), Caracas ha contribuito a diffondere una posizione pro-palestinese in diversi paesi dell'America Latina.
Sotto l'impulso del Venezuela, Stati come la Bolivia, Cuba o il Nicaragua hanno adottato posizioni diplomatiche simili, arrivando a volte a rompere o sospendere le loro relazioni con Israele durante le grandi offensive militari contro Gaza, in particolare nel 2009 e nel 2014.
Questa dinamica regionale ha permesso alla Palestina di beneficiare di sostegni costanti al di fuori del mondo arabo, rafforzando la sua visibilità nelle istanze internazionali. Illustra anche l'emergere di un Sud globale politicamente coordinato, capace di contestare certe decisioni o silenzi delle potenze occidentali.
Il Venezuela agisce così come portavoce regionale della causa palestinese, contribuendo a iscriverla in una lettura mondiale dei rapporti di dominazione e Resistenza. La bandiera del Venezuela diventa un simbolo di lotta contro ogni forma di imperialismo e neocolonialismo.

Un'alleanza che disturba l'ordine internazionale dominante
Il legame stretto tra Palestina e Venezuela è regolarmente criticato nei media occidentali e da certi governi, che lo qualificano come ideologico o provocatorio. Eppure, questa alleanza rivela soprattutto un clivaggio geopolitico profondo.
Da un lato, le potenze occidentali continuano in maggioranza a sostenere Israele o ad adottare una posizione ambigua di fronte alle violazioni del diritto internazionale. Dall'altro, paesi come il Venezuela denunciano quello che percepiscono come un doppio standard, dove certe violazioni sarebbero tollerate quando servono interessi strategici.
Per Caracas, sostenere la Palestina equivale a mettere in discussione la legittimità di un ordine internazionale ritenuto ingiusto, dove le regole non si applicherebbero in modo uguale a tutti gli Stati. Questa posizione spiega in parte perché il Venezuela stesso è regolarmente marginalizzato o sanzionato sulla scena internazionale.

Mahmoud Abbas e Nicolas Maduro, in lotta contro l'imperialismo.
Conclusione: una Solidarietà politica che attraversa i continenti
La relazione tra Palestina e Venezuela illustra la dimensione mondiale della causa palestinese. Mostra che questa lotta non si limita al Medio Oriente, ma si inscrive in una storia globale delle Resistenze contro il colonialismo, l'Occupazione e l'egemonia politica. Nel corso degli anni, la bandiera del Venezuela e della Palestina tendono a confondersi in un medesimo simbolismo potente: quello della lotta contro l'imperialismo.
Attraverso Hugo Chávez e poi Nicolás Maduro, il Venezuela si è imposto come uno dei sostenitori più costanti e più visibili della Palestina sulla scena internazionale. Questa Solidarietà, al tempo stesso diplomatica e popolare, ricorda una realtà essenziale: la Palestina non è isolata, e la sua causa continua a risuonare ben oltre i suoi confini.
Le vostre domande frequenti su Palestina e Venezuela
Da quando il Venezuela sostiene la Palestina?
Il sostegno del Venezuela alla Palestina si è strutturato a partire dal 1999, sotto la presidenza di Hugo Chávez, che ha fatto della politica estera anti-imperialista un pilastro del suo mandato. Da allora, questa linea è stata mantenuta senza interruzioni, anche sotto la presidenza di Nicolás Maduro a partire dal 2013.
Perché il Venezuela ha rotto le sue relazioni diplomatiche con Israele?
Nel 2009, il Venezuela ha rotto totalmente le sue relazioni diplomatiche con Israele in reazione all'operazione militare israeliana condotta a Gaza. Questa decisione ha fatto del paese uno dei sostenitori più fermi della Palestina sulla scena internazionale.
Come ha proseguito Nicolás Maduro la politica di Chávez verso la Palestina?
Dal 2014, Nicolás Maduro ha condannato a più riprese le operazioni militari israeliane a Gaza, in particolare nel 2014, 2021 e dopo il 2023, denunciando al contempo il blocco imposto al territorio. Ha mantenuto la linea anti-imperialista tracciata da Chávez, stabilendo regolarmente un parallelo tra le sanzioni mirate al Venezuela e la situazione del popolo palestinese.
Quale ruolo svolge l'ALBA nella diffusione del sostegno alla Palestina in America Latina?
Tramite l'ALBA (Alleanza bolivariana per i popoli della nostra America), il Venezuela ha contribuito a diffondere una posizione pro-palestinese in diversi paesi dell'America Latina. Sotto il suo impulso, Stati come Bolivia, Cuba o Nicaragua hanno adottato posizioni diplomatiche simili, arrivando a volte a sospendere le loro relazioni con Israele durante le offensive del 2009 e del 2014.